
di Massimo Franco
Il Campo largo è in «incubazione» ma accorciare la legislatura depotenzierebbe primarie incerte
Sorprende un po’ l’insistenza con la quale la segretaria del Pd, Elly Schlein, invoca le elezioni anticipate. La leader di un’opposizione che non ha ancora né un programma né una candidatura per Palazzo Chigi, considera inutili i mesi residui di legislatura; di più, dannosi. «Il Paese non può andare avanti così per un altro anno», ripete. Per questo, «continuiamo a insistere che Giorgia Meloni dica al Paese quando andremo a votare». Parole singolari. La prima sgrammaticatura è istituzionale. A decidere il voto è il capo dello Stato. Rivolgersi alla premier ignorando le competenze costituzionali del Quirinale è, come minimo, improprio. In più, mostrare un Pd appeso alle decisioni di Palazzo Chigi può dare l’impressione di una subalternità politica. Ma soprattutto, la fretta di andare alle urne mentre il M5S di Giuseppe Conte consegna un programma che ribadisce posizioni di politica estera contro Ucraina, Ue e Nato, evidenzia una confusione irrisolta. «Discuteremo con le forze alleate il programma comune, certa che troveremo l’accordo su tutto», assicura Schlein.
Ma coniugando l’intesa al futuro, si ha la conferma di un «campo largo» in incubazione.




