di Andrea Rinaldi
Pesano dazi, concorrenti cinesi ed elettrico. Rettifiche anche per la holding di controllo della famiglia Porsche-Piech. Confermato per quest’anno un fatturato di 315 miliardi
Nuova tegola sul tettuccio di Volkswagen. Il secondo costruttore automobilistico europeo oggi, venerdì 18 settembre, ha rivisto al ribasso le proprie previsioni, segnalando 10 miliardi di euro di voci straordinarie legate alla propria partecipazione in Porsche, agli accantonamenti per tagli al personale e alle difficoltà sul mercato cinese. Di questa somma, 900 milioni erano già stati contabilizzati nel primo semestre.
L’allarme sugli utili aggrava la crisi del gruppo di Wolfsburg, che all’inizio di questo mese era riuscito a concordare tagli di ampia portata con i sindacati per provare a rimettersi in carreggiata dopo che la strategia sull’elettrico e l’aggressiva politica dei prezzi delle auto cinesi l’aveva fatto sbandare. La notizia ha buttato giù il titolo, che alla Borsa di Francoforte è stato colpito della vendite chiudendo in rosso del 5% a 76,94 euro.
Fatturato in linea con le stime precedenti
Il costruttore tedesco – nel cui portafoglio figurano tra gli altri i marchi Audi, Skoda e Seat – prevede ora un margine di profitto pari al massimo all’1% nel 2026, dopo aver




