Sono lontani i tempi in cui la domanda “hai una sigaretta?” poteva favorire nuove conoscenze: fumare – ora è scientificamente dimostrato – aumenta la solitudine e l’isolamento sociale di chi convive con le sigarette. È quanto emerge da uno studio compiuto sui dati di oltre 50.000 persone, presentato al congresso della European Respiratory Society (la Società Europea di Pneumologia) a Barcellona: i risultati invitano a ripensare alla narrativa del fumo come abitudine che facilita la condivisione, perché ormai molto distante dal mondo reale.
Il rapporto tra fumo e solitudine
Passate ricerche hanno suggerito un legame tra la solitudine e una maggiore probabilità di fumare, ma poche, finora, avevano esplorato la relazione nella direzione opposta: eppure, chi lavora nella cura delle malattie respiratorie vede continuamente l’impatto del fumo sulla salute delle persone e il costo che questa scelta può avere sulla socialità.
I ricercatori di Imperial College London avevano già evidenziato che i fumatori in Inghilterra sono più soli e isolati di coloro che non fumano, ma quanto emerso – spiegano – avrebbe potuto dipendere da dinamiche socioculturali.
Così hanno analizzato i dati di circa 50.000 persone di età media di 67 anni in 15



