
Diversi segnali sembrano dare consistenza all’ipotesi. Già nel 2025 era emerso come alcuni marchi cinesi particolarmente attivi in Europa, tra cui BYD e MG, stessero concentrando gran parte della loro crescita sulle ibride plug-in, oggi soggette soltanto al dazio d’importazione ordinario del 10%.
Da tempo, inoltre, si parla della possibilità di introdurre dazi UE sulle PHEV cinesi. Secondo diverse ricostruzioni, sarebbe soprattutto la industria automobilistica tedesca a spingere in questa direzione.
A rafforzare ulteriormente lo scenario contribuiscono le dichiarazioni della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ieri ha affermato come Bruxelles sia pronta a utilizzare ogni strumento disponibile per ridurre il “disavanzo commerciale insostenibile” con la Cina. Nel 2025 il deficit avrebbe raggiunto i 360,6 miliardi di euro, con un ulteriore aumento del 9% registrato nel primo semestre del 2026.
Resta tuttavia da capire quale sarebbe l’efficacia concreta di un eventuale contingentamento delle ibride cinesi e quali potrebbero essere le contromisure di Pechino, dalle ritorsioni sui prodotti europei fino a nuove restrizioni sulle esportazioni considerate strategiche.




