
di Fabrizio Caccia
Il patron della Lazio: «Ascoltavo le chiamate con la scorta. I nomi sono usciti dalle indagini, io ho fatto denunce contro ignoti»
Alle 9 del mattino del giorno dopo, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha letto tutti i giornali e ci tiene a chiarire alcune cose.
La prima.
«Io non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Bisignani, Masi, Maiolini? Io ho presentato denunce contro ignoti, quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo».
Però, presidente, Luigi Bisignani, martedì sera al Tg1 — a proposito dell’inchiesta sulle presunte pressioni per farle vendere la Lazio — ha così eccepito: «Ma quale complotto! Questo è un autogol di Lotito, che anziché parlare con i tifosi, li denuncia».
«Io non ho denunciato nessuno. Ho denunciato, però, tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate».
E oggi per lei è il momento di prendersi una rivincita. È «l’inizio del cinema», giusto?
«Macché, io al cinema non ci vado mai. E non ci sono rivincite da prendere e nessun regolamento di conti




