
di Marco Imarisio
Al via le elezioni per rinnovare la Duma, con la regia del Cremlino
Alcuni vecchi slogan non passano mai di moda. Che siano presidenziali, oppure parlamentari come quelle che si terranno da domani al 20 settembre, rimangono «vybory bez vybora» ovvero elezioni senza scelta, da vent’anni almeno. Ma sono comunque una faticaccia, almeno per Sergey Kirienko, l’uomo del Cremlino incaricato di trovare la giusta miscela che dia soddisfazione agli alleati di Russia Unita, il partito personale di Vladimir Putin, e distribuisca loro le briciole.
L’esclusione di Jabloko dalle liste proporzionali non è bastata a far quadrare i conti. Se avesse preso parte alla gara, l’unico partito pacifista russo avrebbe raggiunto un fantasmagorico 24,6%, in base agli ultimi sondaggi. Quindi, c’era da fare un bel repulisti anche nei collegi uninominali, anche qui si vota con un sistema misto. A Chelyabinsk, eliminato un candidato, colpevole di aver usato il famoso ritratto della bambina con il palloncino di Banksy, violando così il diritto d’autore dell’ignaro artista inglese. Un altro suo collega è stato fatto fuori per aver citato lo storico diplomatico sovietico Andrej Gromyko: «Meglio dieci anni di negoziati che un solo giorno di guerra». Agli aspiranti




