di Andrea Rinaldi
La Banque Verte preferirebbe le nozze tra la sua divisione italiana e l’ex popolare milanese di cui è socia al 29,3%
Il cda di Banco Bpm ieri, martedì 15 settembre, ha proseguito gli approfondimenti tecnici sull’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps ad agosto. Lo si apprende da fonti finanziarie, che sottolineano inoltre come buona parte dei lavori del board si sia concentrata su adempimenti di compliance. Quanto alla messa a punto della risposta ufficiale con le valutazioni del cda in merito all’Ops, lasciando la sede di Piazza Meda un consigliere ha sottolineato a Radiocor che «per quello c’è ancora tempo». Tra i vertici di Piazza Meda non si nasconde una certa perplessità mista a irritazione nei confronti di Monte Paschi, visto il cambio di strategia: un lungo tentennamento da parte di Siena dopo che il Banco aveva fatto la prima mossa per un matrimonio tra uguali a giugno e poi un’improvvisa offerta di scambio che non valorizza l’ex popolare milanese. Al cui interno si preferisce ragionare su una combinazione con il business italiano di Crédit Agricole, socio forte e di maggioranza relativa con il suo 29,3%.
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