di Andrea Rinaldi
L’ad Orcel: «Colloquio costruttivo». Il ministro Klingbeil: «Procedere nell’interesse degli azionisti»
Poche, ma perentorie condizioni al completamento della scalata di Unicredit a Commerzbank. Berlino ieri ha illustrato chiaramente ad Andrea Orcel le clausole a cui adempiere in cambio del 12,7% che detiene ancora nell’istituto tedesco. Il banchiere dopo due anni ha ottenuto finalmente un incontro con il governo federale, il quale è passato dall’ostruzione dei mesi scorsi a una più pragmatica diplomazia. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil (Spd) ha chiesto che Commerz rimanga una società per azioni quotata in Borsa con sede a Francoforte e che prosegua la sua attività a favore delle piccole e medie imprese, il cosiddetto Middelstand, anche attraverso la propria rete internazionale. E infine che vengano tutelati gli oltre 40.000 dipendenti a cui il governo è «al fianco in questo periodo di incertezza».
I due rappresentanti di Berlino
Ultimo vincolo, ma non per importanza: Lo Stato federale, in qualità di azionista della Commerzbank, deve continuare ad avere due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza». Tutti requisiti a cui Orcel dovrà lavorare e che saranno oggetto di una lunga trattativa, ma che gli analisti di Bank of America hanno già esaminato:




