
di Emilio Randon
Il primo cittadino di San Pietro in Gu premiato dal Papa. Viaggio nel suo Comune, fra autovelox e religione
In missione per conto di Dio, con mandato quinquennale, eventualmente rinnovabile nel 2029. Il sindaco di San Pietro in Gu, Paolo Polati, 37 anni, scapolo, fervente cattolico, è un ragazzo fortunato perché la fortuna è un merito, così almeno la pensano i napoletani e i calvinisti. A luglio, Papa Leone XIV lo ha elevato all’insegna di Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa. È il più giovane cavaliere di San Silvestro d’Italia, dice di se stesso concedendosi ad un moto di vanità. Non sarà cristiano ma è un peccato veniale. Anche se non lo fosse, Paolo Polati resta il più giovane sindaco ad esserlo, beneficiario di doppia investitura, la profana del voto popolare – è al secondo mandato – e la sacra ufficializzata il 4 luglio scorso con una cerimonia tenutasi nella chiesa di San Lorenzo in paese.
L’investitura è avvenuta alla fine di un laborioso iter istruttorio non meno attento di quello di una questura per il porto d’armi: l’intelligence vaticana prevede che la candidatura, su proposta dal vescovo diocesano di appartenenza – nel suo




