
Nonostante gli sforzi e le vittorie dell’ultimo anno, il tedesco non riscuote grandi simpatie: anche per l’assenza e gli infortuni dei due big
Pellegrino Dell’Anno
14 settembre – 12:59 – MILANO
Tutti possono essere buoni o cattivi, dipende da chi racconta la favola. Un’equazione tendenzialmente sempre veritiera, ben applicabile anche nel mondo del tennis, uno sport che comunque per sua natura si offre a varie interpretazioni. E casca quasi a fagiolo su uno dei giocatori più chiacchierati del momento, uno dei due migliori della stagione: Alexander Zverev. Il tedesco, dopo tre finali perse, ha vinto il primo Slam al Roland Garros, ripetendosi ieri allo Us Open. E, nel mezzo, c’è la finale di Wimbledon. Di certo non si può dubitare sulle capacità tennistiche, eppure ha molte difficoltà, per quanto si sforzi anche ad essere simpatico, ad entrare nel cuore di tifosi, esperti, appassionati. A tal punto che, dopo la sua vittoria contro Shelton nella finale dell’ultimo Major stagionale (che consegna a Zverev il primo posto nella Race, classifica che prende in considerazione i risultati dell’anno solare, a discapito di Sinner), il commento di John McEnroe è stato




