Daniela Di Pace, la segretaria al fianco di Oriana Fallaci fino all’ultimo: «Ha amato e dato tantissimo, stava male per non essere stata compresa». «Quando faceva la chemioterapia, inghiottiva le medicine con il cherry, il liquore alla ciliegia. E poi fumava i cigarillos». Daniela Di Pace, 68 anni, è stata la segretaria di Oriana Fallaci nei suoi ultimi diciotto mesi di vita. Mesi intensi, profondi, che le hanno cambiato la vita e le hanno lasciato addosso un pezzo dell’anima della «Signora», così come lei ha sempre chiamato la grande scrittrice fiorentina, scomparsa il 15 settembre del 2006, vent’anni fa. Di Pace, il primo contatto con Oriana? «Lavoravo alla segreteria del Corriere. Una mattina Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs, mi convocò e mi chiese di seguire la signora Fallaci, che viveva a New York ed era già malata, perché ormai aveva esaurito tutte le possibilità di trovare persone disposte a seguirla: le aveva cacciate tutte». Come reagì? «Oh mio Dio, dissi tra me: era conosciuta in azienda come una cerbera, e quindi tutti pensavano: “Povera lei!” In realtà ero molto incuriosita dalla persona, perché da giovane avevo letto tutti i suoi libri». La prima telefonata? «Fu praticamente un interrogatorio del Kgb.




