
di Silvia Madiotto
Prevale la diplomazia dopo l’incontro tra i governatori del Nord Italia e il segretario per discutere del futuro del Carroccio. Salvini ha dato disponibilità per «un manifesto programmatico»
Prima dell’incontro che doveva mettere faccia a faccia la fronda nordista della Lega e il segretario federale Matteo Salvini, le parole di Luca Zaia avevano mandato un primo messaggio distensivo dalle pagine del quotidiano “Il Giornale”: «Incontro Salvini con grande serenità. La Lega resta una e indivisibile. Non è che stiamo andando davanti al giudice per una pratica di separazione. Stiamo semplicemente dialogando con il segretario. In un partito così grande e di estrazioni culturali e ideologiche così diverse, parlarsi è la cosa più normale del mondo». Un confronto, insomma, non la volontà di rimarcare una frattura insanabile come sembrava dalle premesse, soprattutto in direzione lombarda. L’ex Doge ha anche confermato la propria presenza fra dieci giorni sul pratone di Pontida, il maxi raduno leghista: «Ci sarò».
Il futuro del Carroccio
Suona quindi in sintonia il comunicato ufficiale del partito dopo l’incontro a casa di Salvini, a Roma, con i governatori del Norditalia Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e con




