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In campo fino a notte fonda: ecco perché in certi tornei ancora succede

Il confronto tra lo spagnolo e l’americano è finito alle 3.33 del mattino. Il precedente primato apparteneva a una sfida fra il n. 3 e Sinner, terminata alle 2.50

Luigi Ansaloni

Collaboratore

9 settembre – 15:33 – MILANO

L’infinita notte di Alcaraz-Shelton, Flushing Meadows non aveva mai fatto così tardi. La sfida tra lo spagnolo e l’americano nei quarti di finale degli US Open, vinta da Shelton, è finita alle 3.33 del mattino, diventando la partita conclusa più tardi nella storia del torneo. Battuto il precedente record, sempre firmato da Alcaraz: nel 2022, contro Jannik Sinner, lo spagnolo aveva chiuso il match contro l’attuale n. 1 del mondo alle 2.50, dopo una maratona di oltre cinque ore. Il record assoluto di uno Slam resta però quello degli Australian Open: nel 2008 Lleyton Hewitt e Marcos Baghdatis terminarono alle 4.33 della mattina. 

Le regole degli Slam—  

Perché si può giocare fino a notte fonda? Semplice: gli Slam, che sono sotto l’insegna dell’Itf, con l’eccezione di Wimbledon (dove lo stop è previsto alle 23), non hanno un vero coprifuoco. Sia il Roland Garros sia gli Australian Open, per

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