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Legge elettorale, la frizioni tra gli alleati che trattano su premio e soglia «anti cespugli»

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di Virginia Piccolillo

L’ipotesi del ballottaggio spazzata via dal tavolo dell’intera maggioranza

E adesso che il ballottaggio ipotizzato da Marcello Pera è stato spazzato via dal tavolo dall’intera maggioranza, come anticipato dal Corriere, è tutto risolto? Neanche per sogno. Per l’approvazione della legge elettorale il centrodestra deve ancora superare due scogli e un dubbio finale.

Ci proveranno i cosiddetti sherpa della maggioranza che si vedono stamane. «Ultime limature», dicono. E smentiscono le voci di possibili altri incidenti di percorso. Ma è proprio così? Il primo punto critico è il più politicamente sensibile perché nella discussione viene evocato il Colle. È la norma anti-cespugli che fissa al 3% la soglia al di sotto della quale solo uno, il miglior perdente, verrà ripescato tra quanti ottengono seggi e contribuiscono con i propri voti al successo della coalizione. La maggioranza ha presentato un emendamento per far abbassare questa soglia all’1%. E FdI preme sugli alleati facendo intendere che ci sia l’intenzione del Quirinale di dare la massima rappresentanza alle formazioni, anche piccine, nello spirito della Costituzione, affinché vengano conteggiati tutti i voti. E quindi il concreto rischio che, con uno sbarramento più alto, il capo dello Stato non controfirmi.

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