
di Cesare Bechis
La decisione dei giudici sulla richiesta di revoca della sospensiva è prevista per il 9 settembre. L’8 a Roma il sottosegretario Mantovano (con altri esponenti di governo) incontrerà enti locali, associazioni datoriali e sindacati
Se a Taranto si continuerà a produrre gran parte dell’acciaio italiano si deciderà nelle prossime ore. Il destino, prossimo e futuro, dell’ex Ilva passa da due Palazzi. Oggi da Palazzo Chigi, domani dal Palazzo di Giustizia di Milano.
Oggi il sottosegretario Alfredo Mantovano, insieme con altri esponenti del governo, incontrerà separatamente, gli enti locali, le associazioni datoriali e i sindacati per fare la radiografia alla situazione attuale e ragionare su eventuali decisioni e progetti per mantenere in vita la fabbrica ed evitare sia l’ecatombe di posti di lavoro già annunciata sia la perdita di un asset importante per la manifattura nazionale.
Domani la Corte d’appello milanese deciderà sulla richiesta di sospensiva d’urgenza del decreto che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto entro il 28 ottobre, prologo dell’inevitabile collasso produttivo ed occupazionale.
Le istanze sono state depositate dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia che hanno anche presentato in Cassazione ricorsi per l’annullamento del decreto, procedura che




