di Paola Pica
Intesa Sanpaolo porta a San Francisco, con Innovit, 12 piccole e medie imprese della space industry. Barrese: «Nuova frontiera del made in Italy. Il nostro impegno per l’internazionalizzazione». I contatti con i grandi fondi e le big tech
A San Francisco l’Italia si presenta da «tech nation», con il volto meno conosciuto del made in Italy. È fatto di laser per satelliti, fibra di carbonio, valvole per missioni spaziali, robot, sistemi di protezione dei dati tra la Terra e l’orbita. Tecnologie molto avanzate, prodotte spesso da nomi poco conosciuti persino in patria.
Sono dodici le piccole e medie imprese che Intesa Sanpaolo ha scelto, insieme con Innovit, il polo promosso da ministero italiano degli Esteri e l’Ice e diretto da Alberto Acito, per portarle alla prova della Silicon Valley. Arrivano da Torino, Parma, Pavia, Bergamo, Ravenna, Reggio Emilia, Padova e Treviso, Napoli e Benevento. Incontrano investitori, istituzioni e Big Tech americane. Lo scopo è diventare una presenza stabile nell’industria d’Oltreoceano dove la qualità dei prodotti italiani non ha quasi bisogno di presentazioni ma dove, soprattutto nel settore aerospaziale, servono piani a lungo termine. La missione guidata da Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori,




