
di Marta Serafini
I quattro punti per la «resilienza». E intanto si fa scorta di cibo
L’ inverno di Kiev non è ancora arrivato ma il suo spettro corre già sotto terra, nei trasformatori blindati in fretta, nelle sottostazioni della rete elettrica che restano un bersaglio dei droni russi che ora sfrecciano a 600 chilometri l’ora. Il grande incubo della capitale ucraina è solo uno: sopravvivere al freddo se salta la luce.
Da aprile governo e compagnie energetiche hanno avviato un piano di resilienza basato su quattro priorità: aumentare la capacità di generazione locale, proteggere i nodi essenziali della rete, decentralizzare il riscaldamento e decentralizzare la fornitura elettrica. A questo si aggiunge un programma per le riserve idriche. «Metà dei lavori» è già stata completata e il Paese dovrebbe affrontare l’inverno con «capacità di generazione in eccesso», «14 miliardi di metri cubi di riserve di gas» e un obiettivo di «19,6 gigawatt» disponibili entro novembre, fanno sapere i tecnici di Kiev.
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