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Esonerare serve? Nel 76% dei casi sì: cosa dicono i numeri sulle squadre dopo il cambio in panchina

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L’analisi prende in esame le ultime dieci stagioni del massimo campionato italiano e più di 3.100 partite. Il top? Non può che essere Ballardini

Filippo Rubulotta

7 settembre – 16:08 – MILANO

Cambiare allenatore conviene? In Serie A, almeno guardando gli ultimi dieci campionati, la risposta tende al sì. Non significa che ogni esonero trasformi una squadra. Ma quando si mettono in fila i numeri dal 2016/17 al 2025/26, emerge una tendenza difficile da ignorare: nella stragrande maggioranza degli avvicendamenti, chi arriva fa meglio di chi è stato mandato via. Il dato più immediato è quello che racconta meglio la storia: nel 76% dei casi analizzati il subentrante ha avuto una media punti superiore rispetto all’allenatore esonerato. Quasi tre volte su quattro, la squadra cambia passo dopo aver cambiato guida tecnica. 

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Gli allenatori esonerati hanno raccolto complessivamente 1.368 punti in 1.503 partite, con una media di 0,91 punti a partita. I tecnici subentrati hanno totalizzato 1.851 punti in 1.604 gare, portando la media a 1,15. La distanza è di 0,24 punti per partita. Portato sulla lunghezza di un campionato, si capisce subito quanto questo dato possa

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