Le percentuali da tenere d’occhio, tra poco
(Mara Gergolet, inviata a Magdeburgo) La domanda non è se oggi in Sassonia-Anhalt vincerà l’AfD. È se vincerà in modo così netto da poter governare.
Sarebbe il primo governo d’estrema destra in Germania dal 1945.
Per questo al Land più povero e con la popolazione più vecchia della Germania (nonché penultimo per abitanti) si guarda da tutta l’Europa come all’epicentro di una possibile rivoluzione.
I sondaggi, in genere precisi in Germania, danno queste previsioni. L’AfD al 41%, la Cdu al 23, la Linke all’11,5, la Spd all’8, i Verdi al 6. E poi, sotto la soglia di sbarramento del 5 %, la sinistra nazional-populista BSW di Sahra Wagenknecht (4) e i liberali (3).
Rispetto all’ultimo voto, 4 anni fa, è tutto rovesciato: allora la Cdu del ministro-presidente («governatore») Sven Schulze aveva il 37% e l’AfD il 20: ma era un’altra Germania. La questione stavolta è se il «campo largo democratico» riesca a tenere fuori dalla porta l’AfD.
Nessun partito del centro è disposto a puntellare l’AfD: lo esclude anche la Cdu del cancelliere Merz. C’è però una piccola formazione, la BSW di Sahra Wagenknecht (che ha fatto tutto il percorso da «spina nel fianco della Spd» a rosso-bruna putiniana),




