
di Giorgio Pirani
Dopo la chiusura dell’azienda nel 2021, il figlio dello storico proprietario Giuseppe Bombi riporta in auge la famosa bici nata a Bologna negli anni ’60
Per decenni il nome Cinzia è stato legato alla storia della bicicletta italiana, soprattutto a quella pieghevole. Un marchio nato negli anni Sessanta a Bologna e arrivato a produrre anche per importanti realtà europee, prima di chiudere i battenti nel 2021. Ma Cinzia non è scomparsa del tutto. Il marchio è rimasto nelle mani della famiglia Bombi e oggi torna sul mercato con una nuova bici pieghevole e soprattutto elettrica.
A raccontare il percorso è Maurizio Bombi, figlio di Giuseppe Bombi che la Cinzia la fondò. «Prima Cinzia era una realtà molto importante. Ha chiuso mantenendo fino all’ultimo la sua italianità, perché era un’azienda di famiglia ed è rimasta un’azienda di famiglia, contrariamente a molte aziende che sono state cedute o sono passate in mano a gruppi stranieri».
L’azienda storica sopravvisse fino al 2021, grazie a una collaborazione con Decathlon siglata nel 2005 («producevamo con il marchio B’Twin più di 100-130 mila biciclette all’anno»), ma poi la produzione è stata spostata all’estero. La decisione di chiudere è




