di Francesco Bertolino
Nuove indiscrezioni sul piano dei manager del gruppo tedesco che puntano a 100 mila tagli all’organico. Manca l’intesa con i sindacati, si rischia uno scontro senza precedenti
Addio al marchio Seat entro il 2029, 100 mila esuberi, vendita di partecipazioni in 750 aziende, inclusa Ducati. Secondo i media tedeschi, sono questi alcuni dei dettagli del drastico piano di ristrutturazione che i manager di Volkswagen sottoporranno venerdì 4 settembre per la seconda volta al voto del consiglio di sorveglianza del colosso dell’auto tedesco.
La bocciatura
Il primo tentativo è stato un fallimento. Troppa la distanza fra i rappresentanti degli azionisti e quelli dei lavoratori, sostenuti anche dalla Land della Bassa Sassonia, che godono della maggioranza del board con 12 consiglieri su 20. Il progetto del ceo Oliver Blume potrebbe, del resto, avere conseguenze dirompenti sull’assetto futuro non solo di Volkswagen, ma anche delle relazioni industriali in Germania.
I tagli
Il documento di circa 150 pagine, a quanto filtra, punta ad abbattere i costi per rispondere alla concorrenza aggressiva dei costruttori cinesi in Europa e in Cina. Blume propone perciò il raddoppio dei tagli all’organico rispetto ai 50 mila concordati nel 2024. Sarebbe una




