
di Simone Canettieri
Il ministro: «Non c’è nessun impedimento». Il giornalista: «Estraneo a qualsiasi inchiesta sul narcotrafficante ucciso»
Colpo di scena: dopo due anni Paolo Signorelli torna ai vertici della comunicazione del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, capodelegazione di Fratelli d’Italia al governo. Il giornalista 40enne si era dimesso nel giugno del 2024 dopo la pubblicazioni delle chat (risalenti al 2018-19) fra lui e il narcotrafficante Fabrizio Piscitelli, il capo ultras della Lazio, detto Diabolik, ucciso in un agguato, a Roma, nel 2019.
All’epoca Signorelli faceva lo speaker radiofonico in una radio sportiva e si lasciò andare a delle gravi battute antisemite. Quelle conversazioni finirono nell’inchiesta della Procura sulla morte di Diabolik e vennero ritenute penalmente irrilevanti in quanto giornalista è risultato totalmente estraneo alle indagini. Signorelli – un passato come cronista all’AdnKronos e poi responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia alla Camera – spiegò il suo passo indietro con un’intervista al Foglio: «Ho deciso di dimettermi da portavoce del ministro Lollobrigida per me e per la mia famiglia, per non danneggiare il governo. Non voglio fare assolutamente la vittima, ma è giusto per tutti che ora mi faccia da parte. Era un’altra fase della mia vita, quello




