
Nato il Germania da una famiglia montenegrina, in Baviera era chiuso da Karl. Così è andato ai bianconeri e da due giorni è alla corte di Giampaolo. E in Coppa Italia nella sfida col Parma ha segnato un gran gol
Arriva. Gioca. Segna. Con un tocco sotto da posizione defilata a beffere il portiere avversario. Tutto in poche ore per Adin Licina. Autore del raddoppio nella sfida di Coppa Italia che la Cremonese ha vinto a Parma (0-2) dopo lo 0-1 di Lottici Tessadri. Il 30 agosto è giunto in prestito secco dalla Juventus, dove giocava nella Next Gen in Serie C e nella scorsa stagione ha firmato un gol e un assist. Giocatore tecnico, ha qualcosa di magico sin dalla nascita: 6 gennaio 2007. Ha visto la luce in Germania da una famiglia montenegrina. È cresciuto nel settore giovanile del Bayern Monaco, che gli ha preferito il talentuosissimo Lennart Karl, già nel giro della prima squadra. Così, come Kenan Yildiz – ora fermo per infortunio – è passato dai bavaresi ai bianconeri.
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Mancino, trequartista offensivo può giocare anche da esterno largo. Meglio a destra, in modo da rientrare col sinistro. E proprio partendo da destra, due giorni dopo l’arrivo




