
Il decreto legislativo 147/2026 che riscrive il federalismo fiscale regionale tocca anche le due ruote. Nessun aumento in vista, ma regole nuove su scadenze, fermo amministrativo e vendita dell’usato
Adriano Bestetti
1 settembre – 12:04 – MILANO
Con il D.Lgs. 147/2026 entrato in vigore il 12 agosto sono state introdotte alcune novità relative al famigerato “bollo” che riguardano non soltanto gli automobilisti, ma anche i motociclisti. Non si tratta di cambiamenti drastici o urgenti rispetto alla normativa già esistente, lo diciamo subito, ma piuttosto della revisione di alcune delle regole che disciplinano il tributo. E non c’è neppure un aumento generalizzato delle tariffe deciso da Roma: la tassa di possesso resta infatti un tributo regionale e continuerà a essere calcolata secondo i criteri già in vigore nelle singole Regioni. A cambiare sono le modalità applicative e di gestione, la riscossione e gli archivi, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia operativa degli enti locali.
Nessun aumento e conta la residenza—
Il nuovo decreto non comporta modifiche alle classi ambientali e il calcolo del bollo continuerà a basarsi sulla potenza in kW e sulla classe Euro già indicate nella carta




