Dopo le dichiarazioni che ha fatto il presidente della Banca centrale americana Federal Reserve a Jackson Hole venerdì scorso, sono convinti che presto il chairman alzerà i tassi di interesse perché considera che l’inflazione non è sotto controllo e la vuole riportare all’obiettivo fissato dalla banca centrale al 2%. Tutto questo sarebbe abbastanza normale, abbastanza prevedibile, ma bisogna ricordarsi il contesto. Walsh era stato nominato in quel posto da Donald Trump per fare l’esatto contrario, cioè una politica monetaria molto più permissiva, molto più di sostegno alla crescita e non tanto di lotta all’inflazione. Allora torniamo un attimo indietro alle profezie sulla fine della democrazia americana. Profezie che si moltiplicano, si accavallano, si susseguono e nessuno mai va indietro a osservare se per caso qualcuna di quelle profezie sia stata smentita.
Bene, l’anno scorso fior di economisti considerati autorevoli sostenevano che Trump stava uccidendo la democrazia americana perché attentava alla indipendenza della banca centrale. Volendo sostituire un residente, Powell, che peraltro aveva dominato lui con un altro workshop più congeniale, più vicino alle sue vedute. A parte che quell’argomento era specioso e pretestuoso fin dall’inizio, l’autonomia della Banca centrale può essere un principio difendibile per fare




