
di Barbara Visentin
L’album nasce all’immenso archivio della pop star scomparsa nel 2016. Contiene rarità e inediti, dal funk scatenato a una registrazione dal suo ultimo concerto
Alcuni luoghi, nell’immaginario collettivo, diventano affascinanti tanto quanto chi li ha abitati. E così è per The Vault (letteralmente la cassaforte), ormai leggendario caveau in cui Prince aveva racchiuso il suo immenso archivio di registrazioni musicali, collocato nei meandri di Paisley Park, la sua residenza-studio fuori Minneapolis oggi diventata un museo. Quando morì, dieci anni fa, si disse che The Vault conteneva talmente tanto materiale da permettergli di pubblicare un disco all’anno per i successivi cento anni. Una stima che sfora nella mitologia ma dà un’idea di quanto possa essere complesso raccapezzarsi in una produzione tanto sterminata.
Così Timeless, disco postumo in uscita il 28 agosto, tenta un approccio nuovo, mettendo insieme dieci brani, fra rarità e inediti, e ordinandoli in senso cronologico, in modo da abbracciare tutta la carriera di un artista tanto prolifico quanto poliedrico. Il disco è particolarmente simbolico perché arriva nel decennale della sua scomparsa, avvenuta il 21 aprile 2016 proprio a Paisley Park, a causa di un’overdose accidentale di fentanyl.
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