
di Gianni Favero
Dopo l’addio di «Leonardino» a tutti i ruoli operativi: «Attenzione alle ricadute». Entro il 2027 un’intera area produttiva dovrà essere convertita al nuovo filone delle montature ad alto contenuto digitale
«Una doccia fredda che nessuno si aspettava. Ma siamo tranquilli». È l’opinione espressa ieri mattina, a caldo, da Luigi Dell’Atti, uno dei leader storici in quota Filctem Cgil delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di Essilorluxottica ad Agordo, alla notizia della decisione di Leonardo Maria Del Vecchio di dimettersi – in aperto dissenso con la gestione Milleri – da tutti gli incarichi operativi, rimanendo però azionista.
Le cariche
Il figlio del fondatore, Leonardo Del Vecchio, e della seconda moglie, Nicoletta Zampillo, ha lasciato infatti le cariche di presidente di Ray-Ban e di responsabile strategico del colosso italo-francese. Con l’imprenditore 31enne esce da Luxottica l’ultimo portatore del cognome Del Vecchio, ed è forse questo ciò che desta più impressione. «Ma dal punto di vista lavorativo e della produzione – sottolinea Dell’Atti – non abbiamo motivo di essere preoccupati. Anche quando è scomparso il padre, la macchina è andata avanti accelerando come sempre e i successivi ritocchi nell’organizzazione non è detto non sarebbero avvenuti ugualmente». Insomma, se trascuriamo




