
di Thomas Bendinelli
Rispetto a dodici mesi fa, la spesa complessiva sostenuta dalle famiglie per i beni energetici è cresciuta del 12,8%. I prezzi dei beni di prima necessità raddoppiati o triplicati
L’inflazione rallenta, ma il caro prezzi non è finito. Anzi, guardando all’autunno, i timori sono più d’uno: energia, carburanti e costi della casa sono di nuovo tra le voci che corrono di più e una nuova fiammata potrebbe arrivare quando le famiglie hanno già assorbito anni di rincari.
A Brescia, poi, c’è un elemento da non dimenticare: i prezzi partono da un livello molto più alto rispetto a qualche anno fa. A luglio l’inflazione bresciana si è fermata al 2,5% su base annua, sotto il 2,8% nazionale. Ma rispetto a giugno i prezzi in città sono saliti dello 0,4%, il doppio della media italiana. E soprattutto il 2,5% di oggi si applica a prezzi che negli ultimi anni hanno già fatto un salto consistente.
Insomma, il dato annuale è più tranquillo, ma il conto sul quale si misura non lo è affatto. Guardare solo alle variazioni dell’ultimo anno rischia peraltro di non avere la visione d’insieme. Uno studio realizzato dall’Ufficio statistica del Comune




