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Zelensky nel giorno dell’indipedenza: «Non saremo ciottoli sotto il piede di Putin»

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di Marta Serafini

Il discorso del leader ucraino tra le crepe e stanchezza

«Gli ucraini non saranno ciottoli sotto i piedi di zar e governanti. Gli ucraini non si sottometteranno. Gli ucraini non saranno merce di scambio nelle dispute tra capitali. Gli ucraini non si sottometteranno a ciò in cui non credono. E di certo non rinunceranno al loro sogno. Sogno di vivere, sogno di vivere in modo indipendente». Prova a risollevare l’umore del Paese Zelensky durante la cerimonia per il 35° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina.

Mentre le campanelle di Santa Sofia tintinnano alle sue spalle, piange e si commuove la piazza quando il presidente chiede un selfie ad un veterano rimasto senza gambe. E piangono le vedove e gli orfani mente ritirano le medaglie dei loro caduti in battaglia.

Difficile non pensare a tutto il sangue versato da quel lontano 24 agosto 1991, quando la Rada controfirmò la dichiarazione di indipendenza dall’Unione sovietica. Kiev e Mosca sono in guerra da ben prima del 2022, uno strappo iniziato in Maidan ed arrivato fino in Crimea. Ma c’è stato un breve momento in cui l’Ucraina ha provato ad essere felice e spensierata. Come nel 2007, quando la

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