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A un anno dalla morte di Mariam Dagga, giornalista palestinese, il padre chiede giustizia: «Veglio sempre sulla sua tomba»

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E’ morta il 25 agosto 2025 mentre si trovava insieme ad altri cronisti e soccorritori all’ospedale Nasser di Gaza, colpito da un bombardamento. Nessuno è stato ritenuto responsabile

(LaPresse) È passato un anno da quando l’esercito israeliano ha ucciso Mariam Dagga, giornalista palestinese di 33 anni che lavorava per Associated Press e altre testate. E’ morta il 25 agosto 2025 mentre si trovava insieme ad altri cronisti e soccorritori all’ospedale Nasser di Gaza, colpito da un bombardamento. In totale sono stati uccisi 22 palestinesi, eppure nessuno è stato ritenuto responsabile e il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’attacco «un tragico incidente». «La perdita di Mariam è stata difficile. Quando ho saputo della notizia del suo martirio, sono svenuto. I suoi fratelli e sorelle, il mondo intero, l’hanno pianta. È stata una notizia devastante», ha detto il padre Riyad Dagga, che veglia sempre la sua tomba a Khan Younis. «È passato un anno dal martirio di Mariam e stiamo ancora aspettando i risultati dell’indagine. Che cosa è successo? Qual è stata la ragione? Non abbiamo saputo nulla. Chiediamo ai Paesi arabi e stranieri di stare al nostro fianco perché Mariam era innocente. I giornalisti stavano facendo il loro dovere e ciò che è accaduto non sarebbe

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