UN IMPORTANTE RUOLO SOCIALE
Più che automobili sembrano giocattoli, modellini in scala, caricature. Solo che hanno un motore vero, si possono guidare e sanno come far divertire. Dalle nostre parti sono una specie di unicorno: alcuni ne hanno sentito parlare, ma quasi nessuno ne ha mai vista una. In Giappone, invece, le keicar sono un simbolo e un orgoglio nazionale.
Dopo la Seconda guerra mondiale, queste automobili in miniatura – che per precise disposizioni del governo dovevano montare motori motociclistici con una cilindrata massima di 150 cc e costare il meno possibile – hanno in sostanza svolto il ruolo della “nostra” Fiat 500. Contribuendo quindi a ricostruire un intero paese, facendone ripartire l’economia e dando un’automobile a quasi tutti i suoi abitanti, che prima si spostavano a piedi o, nel migliore dei casi, in sella a una bici o a una motoretta.
DA NECESSITÀ A VIRTÙ
Ma il colpo d’ala alla crescita di quello che si affermerà come un vero fenomeno sociale arriva solo alla fine degli anni ’50. Il merito è della Subaru 360, la prima keicar a sfondare il tetto dei 150 cc, con una velocità massima di 80 km/h e una miriade di esemplari prodotti con le




