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Liste d’attesa, è scontro con i medici sul piano di abbattimento. «Le Regioni da sole non possono farcela. Decaro dialoghi con lo stato»

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Filippo Anelli, presidente della Federazione degli ordini dei medici, sostiene che il dato più allarmante è la crescita del privato e il fatto che il Servizio sanitario nazionale non sia più punto di riferimento

La fase 2 del piano di abbattimento delle liste di attesa, approvata dalla giunta regionale di Antonio Decaro, scatena le reazioni non soltanto della politica. Se Fratelli d’Italia boccia il provvedimento, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, si rivolge allo Stato: la soluzione definitiva, sostiene, può arrivare solo da Roma. Serve un intervento statale perché «le Regioni, da sole, non possono farcela», dice Anelli, richiamando i dati dell’indagine commissionata dalla Fnomceo all’Istituto Piepoli: il tempo medio di attesa supera i due mesi, il 41% si è rivolto a una struttura privata a pagamento, il 32% l’ha ottenuta tramite il servizio sanitario nazionale nei tempi previsti e il 27% attraverso il pubblico ma dopo attese molto lunghe.
 
Per Anelli i dati più allarmanti sono la crescita del privato e il servizio sanitario nazionale non più il primo punto di riferimento quando nasce un bisogno di salute. Chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia. Il presidente degli ordini dei medici condivide la

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