
di Simone Canettieri e Irene Soave, inviati a Brindisi e Berlino
Tajani sente il ministro degli Esteri tedesco: avanti con il dialogo
Precedente dopo precedente, e secondo l’interpretazione del diritto migratorio europeo che infine prevarrà, sembra che l’Italia potrebbe trovarsi a dover discutere il trasferimento di migliaia di migranti arrivati in Europa approdando sulle coste italiane, che nel frattempo hanno chiesto asilo in altri Paesi. Si tratta dei cosiddetti «dublinanti», perché il loro trasferimento avverrebbe ai sensi degli accordi di Dublino, che il Geas, il nuovo patto europeo per la migrazione e l’asilo in vigore dal 12 giugno, ribadisce. Ieri, dopo due settimane di schermaglie con la Germania per tre «casi pilota», e dopo che anche la Svizzera ha annunciato che trasferirà in Italia centinaia di persone, si è aggiunta Vienna.
In questo clima, e sulla scorta di un allarme che il secondo «assalto alle frontiere» del 15 agosto a Ceuta, pur contenuto dal Marocco, ha contribuito a tenere alto, il governo italiano sta valutando di prorogare la chiusura dello spazio Schengen per i cittadini in arrivo dalla Spagna per una settimana in più, cioè fino al 6 settembre (il provvedimento scadrebbe il 31). Un doppio braccio




