
di Gino Pagliuca
Chi stava in affitto non ha potuto più permettersi il rinnovo dei contratti di locazione, ed è andato via anche chi viveva in case piccole senza avere le risorse per acquisirne una più grande
Più di tante analisi c’è un numero pubblicato sul Corriere nei giorni scorsi che può spiegare l’andamento del mercato immobiliare milanese negli ultimi anni: sugli attuali 1,4 milioni di abitanti solo 200mila erano residenti in città al cambio di millennio. Un numero che su social è stato commentato a volte con incredulità, eppure basta una semplice consultazione dei dati dell’Ufficio statistica di Palazzo Marino per verificare che dal 2000 al 2025 la media annua dei residenti usciti da Milano si attesta sopra le 40mila unità, che vengono compensate dai nuovi arrivi.
Di certo il ricambio è avvenuto in buona parte con la fuoriuscita dalla città dei ceti meno abbienti: chi stava in affitto non ha potuto più permettersi il rinnovo dei contratti di locazione, che in città sono cresciuti un bel po’ più del tasso di inflazione mentre le retribuzioni diminuivano in termini reali, ed è andato via anche chi viveva in case piccole senza avere le risorse per acquisirne




