
di Guido Olimpio
L’Avana è tra i dossier prioritari. La task force speciale
Donald Trump cerca di uscire dalle sabbie del Golfo ma intanto studia mosse ai Tropici. È come un vecchio film che ritorna. La Cia, i partner della regione, le operazioni clandestine e sullo sfondo Cuba, isola assediata da decenni e in condizioni disperate. Lo scontro con l’Iran non ha impedito alla Casa Bianca di varare iniziative dal Pacifico ai Caraibi. Passi concreti, alcuni annunciati ai quattro venti, altri messi sotto la coperta.
E allora ripartiamo da «lei», da Langley, la Cia. L’agenzia ha creato una task force speciale dedicata al dossier cubano. I suoi agenti devono aumentare le fonti, analizzare la situazione, valutare possibili candidati alternativi all’attuale leadership. A conferma dell’importanza del bersaglio gli Stati Uniti hanno inserito l’Avana nella lista delle priorità insieme a Cina, Iran e Russia. Dettagli rivelati di recente dal New York Times.
Rivivono i ricordi del disastro della Baia dei Porci, con il fallito sbarco, o i legami con la mafia per eliminare Fidel avvelenandogli i sigari e chissà cos’altro. Sono passati decenni, il regime è più debole, la Russia deve pensare all’Ucraina, la Cina si limita




