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Perché la scienza boccia i beveroni concentrati per i runner estivi

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In gara e negli allenamenti con il caldo i carboidrati non sono sempre un vantaggio. Una revisione scientifica invita a puntare su idratazione, allenamento dell’intestino e strategie personalizzate

Daniela Cursi Masella

18 agosto – 17:20 – MILANO

Quando fa caldo, riempire la borraccia con bevande molto concentrate di carboidrati non è necessariamente la soluzione migliore. Una nuova revisione scientifica ha analizzato gli effetti dell’integrazione durante gli sport di endurance in condizioni di caldo, evidenziando che i benefici sulla performance non sono sempre garantiti. 

lo studio—  

Una revisione sistematica del 2026 ha analizzato nove studi randomizzati con atleti sani o persone fisicamente attive impegnate in esercizi di resistenza della durata superiore ai 30 minuti, svolti in ambienti caldi (oltre 23 °C). Sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori, gli effetti dell’assunzione di carboidrati su prestazione, idratazione, temperatura corporea e sintomi gastrointestinali. Ebbene, le quantità di carboidrati assunte negli studi erano molto variabili: da 14 a 140 grammi all’ora. I risultati hanno mostrato che l’integrazione di carboidrati durante l’attività fisica al caldo può migliorare la prestazione in alcuni casi, ma non in modo costante. Cinque studi hanno osservato effetti

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