
di Redazione Esteri
Margarita Reut, 32 anni, è accusata dell’attentato contro Robert Shageev, ex comandante del sottomarino ucraino Zaporizhzhia passato alla Marina russa dopo l’annessione della Crimea
Una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti, l’esplosione su una rampa di scale e un ex ufficiale della Marina ucraina passato al servizio di Mosca. È la ricostruzione, ancora affidata alle accuse delle autorità e dei media russi, dell’attentato che nei giorni scorsi ha ucciso a Sebastopoli Robert Shageev, 49 anni, ufficiale della Flotta russa del Mar Nero. Per l’omicidio è stata arrestata Margarita Reut, 32 anni, cittadina russa. Secondo quanto riferito da media russi e ripreso dalla stampa internazionale, la donna avrebbe confessato e sarebbe stata incriminata per terrorismo con conseguente omicidio. L’attentato, secondo la ricostruzione diffusa dalle autorità russe, sarebbe stato organizzato su mandato dei servizi ucraini.
Reut sarebbe stata fermata poco dopo l’esplosione. Secondo Mash, canale russo considerato vicino agli apparati di sicurezza, alla domanda se si fosse pentita avrebbe risposto di no. Sempre secondo questa versione, la donna avrebbe progettato di lasciare la Russia dopo l’attacco. Sono però proprio questi dettagli a rendere la vicenda difficile da separare dalla narrazione propagandistica della guerra. Al momento,




