Home / Scienze / Viterbo, il cane finisce in una fossa piena di liquami e muore dopo 38 giorni di agonia. La proprietaria: «C’erano sostanze vietate in Ue, vogliamo giustizia»

Viterbo, il cane finisce in una fossa piena di liquami e muore dopo 38 giorni di agonia. La proprietaria: «C’erano sostanze vietate in Ue, vogliamo giustizia»

di Serena Palumbo

Il Rottweiler, rcoverato in condizioni gravissime, è morto dopo giorni di cure e dialisi. La proprietaria denuncia ai Carabinieri Forestali e chiesto alla Procura di accertare la natura dei fanghi e gli eventuali rischi: «Io e il mio compagno abbiamo vomitato per tre giorni»

«Django era con me quando mi hanno diagnosticato una patologia autoimmune. Mi ha aiutato ad affrontare la malattia, mi dava forza e leggerezza. Oggi, con la sua morte, è come se mi avessero tolto un arto: mi manca una parte di me». Sara Carnassale, imprenditrice di 49 anni, racconta così il legame con Django, il Rottweiler di due anni e mezzo morto l’8 agosto, dopo 38 giorni di agonia e una lunga corsa tra strutture veterinarie.

La vicenda è al centro di una denuncia presentata dalla donna insieme al compagno Giuseppe Gasbarri. Il primo luglio Django era stato trovato in una fossa a cielo aperto in località Pozzo Ranieri, nel Viterbese, a circa 300 metri dall’abitazione della coppia. Il cane era immerso fino al collo in una sostanza scura e fangosa, descritta dai proprietari come caratterizzata da un forte odore chimico. Quel giorno i tre cani della coppia si erano

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