
Quando cercare di fare tutto alla perfezione diventa un problema. Vediamo le conseguenze sulla salute mentale
Daniela Cursi Masella
13 agosto – 14:49 – MILANO
Essere precisi, meticolosi e puntare a dare il massimo può essere una qualità. Ma quando il desiderio di fare tutto in modo impeccabile si trasforma in una continua insoddisfazione, nella paura di sbagliare o nell’ansia di non essere mai abbastanza, il perfezionismo può diventare un ostacolo al benessere psicologico. Come riconoscere il confine tra sana ricerca dell’eccellenza e perfezionismo patologico? Risponde il prof. Aldo Grauso, docente di Psicologia Sociale presso IUL, direttore Master I nuovi ausiliari del Giudice nel Diritto di Famiglia presso Unicusano , advisory board della LND – FIGC e coordinatore del tavolo tecnico sul bullismo promosso da Roma Capitale in sinergia con il MIM. “C’è un personaggio del cinema italiano – incalza l’esperto – che, più di ogni definizione clinica, rappresenta alla perfezione (è proprio il caso di dirlo) il perfezionismo disfunzionale: Furio, il ragioniere interpretato da Carlo Verdone in Bianco, Rosso e Verdone. Rigido, ossessionato dai tempi, incapace di tollerare l’imprevisto o l’errore altrui, Furio pianifica ogni minuto del viaggio e va




