
di Corriere Animali
Gli esemplari asiatici sono saliti a 891, contro i 674 del 2020. Il Wwf: «Un successo della conservazione che non cancella i rischi. In Africa il felino occupa appena il 10% del suo areale storico»
Un importante segnale di speranza per la conservazione di uno dei felini più iconici, simbolo di fierezza e forza, tanto che il suo ruggito può essere sentito fino a 8 chilometri di distanza e permette di mantenere le relazioni tra gli individui del branco. Il recente censimento del leone asiatico (Panthera leo persica), diffuso dal governo del Gujarat, stima una popolazione di 891 individui (un aumento del 32%, rispetto ai 674 nel 2020).
Dati che confermano l’efficacia di decenni di tutela, ma non nascondono i numerosi sforzi ancora necessari per tutelare questa specie che sopravvive in un territorio limitato dell’India, nello stato del Gujarat, rendendola particolarmente vulnerabile a problemi genetici, epidemie, eventi climatici estremi.
Una situazione ben diversa da quella del leone africano (Panthera leo leo) che sopravvive solo nel 10% del suo areale storico e negli ultimi 25 anni ha visto la sua popolazione dimezzarsi. Rispetto a quello asiatico, il leone africano è leggermente più grande,




