
Giovanni Martinelli, vicepresidente di Coldiretti Brescia e a capo di Condifesa Lombardia Nord est parla dei danni a colture e bestie del caldo estremo: in 5 anni la temperatura è cresciuta di 2,3°C
«Da inizio anno la grandine è scesa sette volte sui campi della Bassa a devastare le colture. Negli ultimi 5 anni l’aumento della temperatura è di 2,3 gradi. Gli agricoltori sono le prime vittime dei cambiamenti climatici e l’Europa non può non riconoscere nella Pac l’aumento indiretto dei costi, che sta minando l’intero settore». A parlare è Giovanni Martinelli, quarant’anni tra pochi giorni, titolare con la famiglia di una bella azienda agricola (100 ettari lavorati e 250 vacche in lattazione) a Borgo San Giacomo. Giovanni è presidente di Condifesa Lombardia Nord-est, un consorzio di agricoltori che negozia polizze con le assicurazioni, spuntando prezzi più convenienti, per proteggere le produzioni e il reddito delle aziende da eventi climatici avversi. È anche vicepresidente provinciale di Coldiretti.
Buongiorno Martinelli, anche oggi il termometro sfiora i 40° C e per l’ennesima volta andrà a dormire con l’incubo grandine segnalata sul suo smartphone.
«Quest’anno abbiamo registrato già sette eventi di grandine importanti a partire da maggio, qualche decennio fa la grandine era un evento eccezionale.




