
di Pietro Gorlani
Viaggio nella Bassa dove i cambiamenti climatici mettono a dura prova il settore primario. Fausto Nodari (Confagricoltura): «Subito le Tea per avere piante più resistenti a questa sciagura»
«Vedo un autunno molto caldo sul fronte dei prezzi per il mais. È conseguenza del caldo estremo e della siccità che ha dimezzato per esempio la produzione della Francia, passata da 14 milioni di tonnellate l’anno ad una stima di poco più di 7. Ma è soprattutto conseguenza delle tensioni geopolitiche internazionali come la chiusura dello stretto di Hormuz e ancor più la guerra in Ucraina, con le navi che temono di attraversare il mar Nero. E così i cereali che importiamo hanno costi sempre maggiori. Il rischio è di trovarci di fronte ad un’impennata dei prezzi, dettati dalla speculazione, come nel 2022». ù
Fausto Nodari, 65 anni, da sempre iscritto a Confagricoltura cammina, a passi lenti nella sua azienda agricola alle porte di Offlaga, paesotto della Bassa bresciana che ha dato il nome ad un gruppo musicale di rock alternativo (gli emiliani Offlaga Disco Pax, che in una notte di nebbia dell’era pre-nagivatori si persero tra le strade di pianura). Paese che 20 anni fa




