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di Carlotta Rocci
Con il suo team, l’astronomo dell’Inaf catturerà un’immagine della Stella capace di scomporre la luce e studiare la composizione chimica dell’intera corona
Cosa c’è di tanto affascinante in un’eclissi di sole? Le condizioni cambiano di colpo. Il giorno diventa notte all’improvviso, in un orario inusuale. «La luna che passa davanti al sole e lo oscura è un fenomeno insolito che, anche se dura solo qualche minuto, suscita sempre interesse, perfino un certo timore. È un fatto istintivo, come la paura innata che l’eclissi incute agli animali. Nei secoli sono nate credenze, miti, racconti», spiega Federico Landini.
Lui è un uomo di scienza, dottore in astronomia, tecnologo in servizio alla sezione torinese dell’Inaf, l’istituto nazionale di astrofisica. Ha costruito una carriera intorno alla progettazione di strumenti per le missioni spaziali e per lo studio della corona solare, quell’alone — un milione di volte meno luminoso del sole — che circonda il corpo celeste ma che è difficile da osservare con la luce del giorno.«Per farlo serve che il sole venga oscurato ed è per questo che l’eclissi è il momento perfetto», spiega l’esperto.
Il test spagnolo
Il 12 agosto sarà in Spagna alla guida



