Intanto il presidente della Fifa continua a perdere pezzi: anche suoi fedelissimi come Wenger e Grafström hanno preso le distanze
4 agosto – 18:39 – MILANO
Il castello di carte di Gianni Infantino sembra sul punto di crollare. Quantomeno deve parare attacchi da più fronti. Dopo la minaccia di azioni legali da parte dell’Uefa sul caso della tentata vendita di quote del Mondiale a privati, la sfiducia delle federazioni gallese e inglese in vista delle prossime elezioni (18 marzo 2027 al Congresso), il presidente della Fifa ha dovuto registrare l’accusa del Principe Ali Al Hussein, terzo figlio del defunto Re Hussein di Giordania, presidente della locale federcalcio e già candidato al massimo ruolo in Fifa, dove ha ricoperto quello di vicepresidente nel 2011. Con un post su X il Principe ha accusato Infantino di ricattarlo.
il messaggio di hussein—
“Le questioni aperte riguardanti la Fifa sono numerose. Vorrei iniziare chiarendo quali siano alcune di queste dal punto di vista della nostra federazione, quella della Giordania, che ha partecipato a un Mondiale per la prima volta. Siamo un Paese piccolo con un budget federale molto limitato e abbiamo dovuto affrontare ostacoli




