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In autostrada senza caselli, ma l’insidia viene dopo: la “trappola” del Free Flow

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Chi percorre alcune autostrade italiane può già incontrare una novità rispetto al classico sistema di pagamento del pedaggio: il free flow, detto anche pedaggio a flusso libero. Si tratta di una tecnologia che permette di eliminare completamente i caselli e le barriere fisiche, lasciando che le auto transitino senza rallentamenti sotto portali dotati di telecamere e sensori.

Il principio è semplice: invece di fermarsi per ritirare il biglietto o pagare il pedaggio, il veicolo viene riconosciuto automaticamente durante il viaggio. Proprio come avviene nei sistemi tradizionali, il sistema registra il passaggio e calcola l’importo dovuto in base alla tratta percorsa. In Italia il free flow per il momento è presente su questi tratti autostradali:

A33 – Autostrada delle Langhe (Asti-Cuneo)
  A36 – Pedemontana Lombarda
  A59 – Tangenziale di Como
  A60 – Tangenziale di Varese
  Raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari (Corda Molle).
  COME SI PAGA

Il pagamento del pedaggio rappresenta l’aspetto che più distingue il free flow dal tradizionale sistema con i caselli: non essendoci una barriera fisica, l’automobilista deve essere registrato dal sistema e provvedere successivamente al saldo.

Il metodo più semplice è utilizzare un dispositivo di telepedaggio (Telepass, UnipolMove e MooneyGo): in questo caso il veicolo

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