
Con il termometro sopra i 35 gradi può capitare di dimenticare perché siamo entrati in una stanza, rileggere tre volte la stessa frase o contemplare il computer con la stessa capacità decisionale di un ghiacciolo al sole. Non è soltanto insofferenza: il caldo intenso può effettivamente influire sul modo in cui pensiamo, reagiamo e ci sentiamo. Questo non significa, però, che ogni giornata afosa provochi danni al cervello. Nella maggior parte dei casi gli effetti sono transitori e dipendono dall’insieme di temperatura, umidità, durata dell’esposizione, attività fisica, idratazione, sonno e condizioni di salute.




