di Elena Papa
A Monte San Pietrangeli, nelle Marche, lo studio dell’archistar milanese ha ristrutturato e allargato l’immobile agroindustriale ideato da Ernesto Paoletti. Il raddoppio della capacità produttiva senza consumare altro suolo
C’è una vallata agricola a Monte San Pietrangeli che per secoli è stata plasmata solo dal lavoro dei mezzadri. Oggi è stata trasformata in un modello di riferimento per la valorizzazione e la rigenerazione delle aree rurali. A tracciare questa importante svolta per l’economia del territorio marchigiano è il nuovo progetto di ampliamento di Mancini Pastificio Agricolo (provincia di Fermo, nelle Marche), firmato dallo studio Stefano Boeri Architetti. Un’opera che ridisegna gli standard degli immobili produttivi agroindustriali e che lo stesso Boeri definisce come un manifesto di modernità terrestre. «Una modernità che, invece che appoggiarsi sulla tecnologia delle macchine, si appoggia sui cicli veloci della natura. Questa cosa è molto importante perché è una relazione, non una opposizione».
Pietra su pietra
Un concetto ribadito dall’architetto in occasione del taglio del nastro: «Studiare i cicli del grano, comprendere il tempo naturale dell’essiccazione della pasta, osservare come la produzione segua ancora oggi il ritmo delle stagioni ci ha insegnato che anche un edificio industriale




