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Vagnozzi racconta Sinner: “È focoso, vuole sentirsi dire ciò che non gli piace. I malesseri? Deve conviverci”

In una lunga intervista al Corriere della Sera, il coach di Jannik ha svelato vari retroscena sul numero uno al mondo: “Quando ci incontrammo mi disse che voleva diventare il numero uno al mondo. Mi sarebbe piaciuto vederlo giocare contro McEnroe”

Lorenzo Topello

Collaboratore

27 luglio – 13:14 – MILANO

Simone Vagnozzi mescola tennis, cinema e psicologia. Nella lunga intervista al Corriere della Sera, il coach di Sinner cita Scorsese, sgancia aneddoti e racconta Jannik da un’altra prospettiva: quella del box, l’angolo “con cui i tennisti se la prendono sempre ed è normale. Ma è una vera tortura anche per noi allenatori, perché non puoi dire troppo. Ogni parola deve essere subito compresa nel modo giusto”. Anche se con l’altoatesino è tutto decisamente più facile perché “lui vuole al suo fianco persone che gli dicano ciò che lui non vuole sentirsi dire. Magari non si direbbe, ma è pure un tipo focoso, anche se sa gestire bene le sue emozioni. Ha doti innate: non si diventa puledri se si è ronzini”.

primo incontro—  

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