
di Silvia M. C. Senette
Stefano Pedot il nuovo numero uno di Interbrennero: «Visione unitaria con Bolzano, lavoriamo all’implementazione delle aree di sosta»
«Senza chi fa impresa, l’Interporto sarebbe una cattedrale nel deserto: occorre produrre bene, ma trasportare meglio. Dietro un treno carico di camion c’è la regia di un’intera comunità economica». I numeri dell’infrastruttura di Trento Nord, polo strategico da 100 ettari all’imbocco dell’A22, parlano chiaro: 640.000 tonnellate movimentate nel 2024 e il traguardo di 740.000 per il 2025. «Un nodo cruciale del corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo che deve fare i conti con un’Italia in cui l’88% del trasporto merci interno viaggia su strada e appena il 12% su ferro, con un ricorso al camion superiore del 10% rispetto alla media Ue — ricorda il nuovo presidente di Interbrennero spa Stefano Pedot —. Nel 2023, ben l’85% in valore e il 66% in quantità dell’export nazionale verso l’Unione Europea ha transitato su gomma, lasciando alla rotaia le briciole: il 3% in valore e il 4% in volume». In questo scenario, segnato dalle direttive europee che impongono di trasferire su ferro o nave il 30% del traffico oltre i 300 chilometri entro il 2030 e il 50% entro il 2050,




