I legami con il better russo del ct designato hanno aperto un caso nazionale: l’idea che comincia a serpeggia è che la bocciatura ‘politica’ possa essere un pretesto per aggirare la scelta presa dal dt
Giornalista
26 luglio – 18:41 – MILANO
E adesso? Cosa succederebbe se davvero saltasse la nomina di Andrea Pirlo a nuovo commissario tecnico della Nazionale? Al momento è difficile dirlo. Però è chiaro che la scelta di un altro ct potrebbe anche cambiare gli scenari del nuovo (anzi nuovissimo) corso della Federcalcio, che si è aperto – ricordiamolo – all’insegna delle parole “condivisione totale” pronunciate nel punto stampa in coda all’Assemblea di Lega. Ma andiamo con ordine.
la vicenda—
Fallito l’assalto a Pep Guardiola, il direttore tecnico Maldini e l’advisor Leonardo avevano proposto un solo nome per il rilancio della Nazionale: Andrea Pirlo. Calcio moderno, progetto a lungo termine, nessun problema di extra-budget per l’ingaggio. Proprio quando sembrava avvicinarsi la fumata bianca, ecco il colpo di scena: una questione di opportunità che è diventata anche un caso politico. Non esattamente un ostacolo da niente per un neo eletto presidente




